Dalla redazione

..E DUE!
di Network Museum People
Seconda stagione per Network Museum People: cosa rimane, cosa cambia, cosa è stato rinnovato in questo sito sperimentale così strano, così “unico” nel suo genere, pensato per capire coloro che visitano e frequentano i musei.
Non avete idea di quanto sia difficile fare comprendere cosa sia il nostro mestiere!
Sovente siamo tentati di non spiegarlo più, frustrati dal comportamento della maggior parte dei nostri interlocutori, almeno quelli italiani, che chiedono, a volte pure con malcelata arroganza, ma non concedono neppure il tempo per una spiegazione. Risultato: un dubbio, una occasione mancata, un rapporto sterile, una comunicazione abortita, una mancata opportunità di crescita per tutti.
Il capoverso precedente esprime perfettamente e compiutamente la ragione per cui abbiamo sentito l’esigenza di avviare un protocollo come quello di Network Museum People e, poiché i risultati non erano assolutamente soddisfacenti, di potenziarlo, lavorando in sinergia con un altro “spin off” di INFOGESTIONE: il Cultural Community Management, specializzato nello studio del fenomeno aggregativo delle comunità culturali.
Andiamo per gradi. Network Museum People è stato creato, come protocollo di ricerca e come sito di comunicazione e di condivisione dello stesso, sulla scia del più vecchio Network Museum, che si interessa di scienze museali ed in particolar modo della gestione museale e della didattica sviluppata da tali enti. Ci siamo resi conto che il sistema museale, troppo autoreferenziale e dalle potenzialità inespresse (a parte i soliti noti, a cui va la nostra stima), non considerava la parte fondamentale della ragione d’essere di tutto il sistema didattico-espositivo-tutelare: le persone e le collettività (perdonate se proprio non riusciamo ad inserire nel nostro lessico il lemma “pubblico”).
Soprattutto per quei pochi citati prima, la tentazione che il protagonismo prevalga sulla missione è fortissima e, comunque, sempre più evidente, soprattutto se si frequentano luoghi virtuali come alcuni social media.
Senza una adeguata comprensione ed un efficace lavoro sui destinatari di ogni cosa esposta (salvo narcisismo quasi patologico di alcuni autori) non vi è ragione d’essere per una entità museale, eccetto il riduttivo ruolo di magazzino per “acchiappa polvere” (locuzione liberamente adattata da espressione vernacolare piemontese) ormai inutili a se stessi ed al mondo. A meno che non si voglia emancipare l’arte ed il sapere a divinità da destinare a culto auto-feticista, un’isola deserta, che ospiti il più importante museo del mondo senza che questo possa essere raggiunto da alcuno, non serve a nessuno e non rappresenta nulla per la nostra specie. Forse altri esseri viventi potranno nidificarvi oppure provare interesse per reperti umani, ma su ciò, sulla comunicazione inter-species, lo ammettiamo, siamo impreparati (anche se convinti debba rappresentare una necessità urgente per noi e per tutto il pianeta).
Questi anni della prima stagione di Network Museum People sono stati non sterili ma “aridi”. Parlare al pubblico dei musei, senza essere noi stessi musei e con una non propria convinta collaborazione di alcuni enti, non è facile, soprattutto se si vuole interagire oltre un questionario di soddisfacimento di visita (aspetto già molto raro nel panorama museale italiano) o la carità di qualche email piccata, utile più allo sfogo del malcontento del mittente che alla comprensione del fenomeno museale per il pubblico.
Quindi?
Quindi si ricomincia da …due, da una nuova stagione.
Veste grafica nuova, volutamente ispirata al fratellone Network Museum, ma con il colore arancio che sta a simboleggiare la volontà di comunicare e condividere rispetto al colore istituzionale rosso tappeto museale del sito dedicato alle scienza museali, di maggiore autorevolezza, certo, dove troneggia la lingua inglese in luogo del latino scientifico, o perlomeno dotto, di altri tempi.
Certamente non basta cambiare il colore al saio per diventare santi (vedete, stiamo pure imparando ad inventare massime popolari). Occorreva trovare un modo, per raggiungere le persone e, soprattutto, per creare relazioni, così come la copertina di questo periodo bene illustra. Occorreva dare spazio ulteriore, rendere ancor più protagonista la gente, creando un adeguato ambiente o, come si direbbe ora, una “zona di comfort” in cui potersi esprime e condividere ciò che una visita, un contenuto, un libro, una attività di promozione museale o, ancora meglio, un incontro possono suscitare.
Occorreva creare di più: un punto di osservazione, anzi ancora di più, un laboratorio a cielo aperto, in cui gli stessi osservati potessero diventare osservatori, gli studiati studiosi. Non bastava ancora. Occorreva forzare l’adiabaticità, l’assedio posto ai nostri sensi dalle tecnologie di comunicazione. Occorreva stimolare tutti i sensi e con essi la capacità di creare, tessere ed essere relazioni, tra gli esseri umani e tra le istituzioni museali. Eppure abbiamo ritenuto che tutto ciò non potesse bastare.
Una coppia, che “funzioni”, di persone legate sentimentalmente, esprime una serie di elementi fondanti l’unione stessa. L’attrazione fisica, l’affinità intellettuale, la complementarietà di carattere, la passione per i difetti dell’altro e molti altri ancora tra cui, chiedete ai colleghi che si occupano di queste diavolerie di specie, uno scopo da raggiungere assieme, un cammino da compiere insieme, un progetto da condividere, una battaglia da vincere l’uno per l’altro.
Tirando le somme di tutti questi pensamenti elencati abbiamo pensato di corredare il protocollo di ricerca non solo di due siti, ma di tre ulteriori emanazioni (spin off di secondi livello), che completino il paradigma, attraverso il quale cogliere e misurare la complessità dello spettro di risposta di coloro che desideriamo studiare e conoscere: le persone che visitano e frequentano i musei.

proprietà intellettuale INFOGESTIONE s.a.s.
Vedrete, pertanto, con gradualità questo sito, a cui abbiamo affidato la consegna di esprimere le caratteristiche registrate ed i risultati di tali osservazioni, come un collegamento tra Network Museum (la pubblicazione scientifica non giornalistica dedicata alle scienze museali) e le varie proposte di dialogo, di produzione e di condivisione con le altre componenti del paradigma della seconda stagione.
Innanzi tutto, già in rete, Network Museum People Café. Non è solo il sito, che ha ereditato la componente di condivisione dei lettori, caratterizzato da una espressione “leggera” per parlare di musei, ma locali veri e propri (caffè, bar, ristoranti), che desiderano essere i punti di ritrovo di una vera e propria comunità di persone (in carne ed ossa), con cui poter condividere cultura museale e non in qualsiasi momento della giornata e per tutto l’anno. Inutile spiegare l’effetto conviviale che si vuole ottenere nel radunare le comunità culturali presso locali adibiti a somministrazione: tutti i sensi potranno, pertanto, giocare un ruolo determinante nell’espressione di condivisione e comprensione, di conoscenza e di relazione.
Seguirà, già in rete, anche se in costruzione (come da trailer inserito nella pagine principale di questo sito), Network Museum TV: una emittente web tv, erede della sperimentazione di Mediamuseo, che permetterà di raccontare attraverso la sua programmazione ciò che accade nel Network Museum People Café ed in alcuni enti museali, che desidereranno partecipare al protocollo.
Avendo parlato di sensi e di obiettivi di coppia non potevamo che originare, grazie ai risultati del nostro “spin off”, dedicato al rapporto tra viaggio e comprensione, denominato Alma Itinera, una derivazione dello stesso: Network Museum Explorer, che come un club per viaggiatori di tradizione vittoriana, accompagnerà le nostre comunità, tramite seminari itineranti e missioni all’insegna del protagonismo proprio dei partecipanti, presso istituzioni museali e luoghi particolarmente significativi dal punto di vista culturale (ovvero tutto il globo terracqueo!).
Ora non resta che fare la vostra parte: il dado è tratto ed abbiamo totalizzato due. Con voi realizzeremo, certamente, il sei!
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Coordinate di questa pagina, fonti, collegamenti ed approfondimenti.
Titolo: …e due!
Sezione: Numeri e tendenze
Autore: Network Museum
Ospite: –
Codice: INMNET2510141326MAN
Ultimo aggiornamento: 14/10/2025
Pubblicazione in rete: 2° stagione, 14/10/2025
Proprietà intellettuale: INFOGESTIONE s.a.s
Fonte contenuti: INFOGESTIONE – Network Museum People
Fonte immagini: INFOGESTIONE – Network Museum
Fonte video e contenuti multimediali: –
Collegamenti per approfondimenti inerenti al tema: –
